Progetti di ricerca scientifica adottati dalla
Delegazione FFC di VICENZA

abbiamo adottato un progetto

La ns. Delegazione si è impegnata a finanziare totalmente nel biennio 2009/2010:

Il progetto di ricerca FFC#2/2009

Sviluppo di nuove molecole per la correzione del difetto di trasporto di cloruro nella fibrosi cistica (Progetto di continuazione)

Responsabile:
J. Luis V. Galietta (Laboratorio di Genetica Molecolare - Istituto "Giannina Gaslini" - Genova)
Partners:
Enrico Millo (Dipartimento Medicina Sperimentale - Sezione Biochimica - Università degli Studi di Genova) Mauro Mazzei (Dipartimento Scienze Farmaceutiche - Università degli Studi di Genova) Ricercatori coinvolti: 13

Durata: 2 anni
Finanziamento: Euro 125.000

Obiettivi:
Farmaci per correggere proteina CFTR mutata e stimolare canali alternativi del cloro
Si pensa che la correzione del difetto di base nella FC, e cioè il ripristino del trasporto di cloruro, sia l'obiettivo più importante da raggiungere per migliorare ulteriormente la qualità del trattamento dei pazienti. Nel nostro progetto considereremo due bersagli diversi per lo sviluppo di possibili farmaci: la proteina CFTR stessa e la proteina TMEM16A. Per la proteina CFTR ci proponiamo di generare 1,4-diidropiridine e aminoariltiazoli in grado di correggere il difetto di base causato da alcune classi di mutazioni FC ed in particolare da F508, la mutazione più frequente. Cercheremo inoltre di trovare nuovi composti chimici in grado di stimolare la proteina TMEM16A che è anch'essa capace di trasportare cloruro ma, a differenza di CFTR, non è mutata nei pazienti FC. Pertanto la stimolazione farmacologica di TMEM16A rappresenta un metodo alternativo per correggere il difetto di base nella FC.
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Altri progetti di ricerca già adottati

Progetto FFC#12/2008
Effetto anti-infiammatorio del miglustat: il metabolismo dello spfingolipide ceramide come bersaglio terapeutico per la malattia polmonare in fibrosi cistica

Responsabile: Maria Cristina Dechecchi (Lab. Patologia Molecolare - Azienda Ospedaliero-Universitaria - Verona)
Partner: Roberto Gambari (Dip. Biochimica e Biologia Molecolare - Università Ferrara)
Ricercatori coinvolti: 19. Durata: 2 anni
Finanziamento: Euro 75.000 - Adozione parziale di Euro 40.000 con il contributo delle scuole vicentine

Obiettivi:
Studiare l'effetto del miglustat sulla risposta delle cellule respiratorie FC al batterio Pseudomanas aeruginosa. L'ipotesi è che il miglustat possa esercitare un'azione antinfiammatoria e quindi ridurre l'eccessiva infiammazione che il polmone FC sviluppa quando è attaccato da Pseudomonas. L'effetto di miglustat verrà studiato in cellule dell'epitelio bronchiale riguardo all'espressione di geni pro-infiammazione e geni anti-microbi; e sarà misurato direttamente in modelli animali: topi transgenici "beta ENAC" che hanno un'infiammazione polmonare simile a quella della FC. Infine verrà analizzato il meccanismo del farmaco riguardo al metabolismo dei sfingolipidi, un'importante categoria di componenti naturali del nostro organismo, in modo da confermare l'opportunità del suo uso nella malattia polmonare cronica FC. Il miglustat è un farmaco che si prende per bocca e il cui uso è già stato approvato in Europa e negli USA per il trattamento di una malattia genetica, la malattia di Gaucher, in cui si verifica un'alterazione del metabolismo degli sfingolipidi.

Progetto FFC #6/2007
Caratterizzazione di un target di superficie in Pseudomonas aeruginosa per il disegno razionale di nuove molecole antibiotiche

Responsabile: Francesco Bonomi (Università di Milano - Dip. Scienze Molecolari Agroalimentari)
Partners: Giovanni Bertoni (Università di Milano - Dip.to Scienze Biomolecolari e Biotecnologie)
Ricercatori coinvolti:8 - Durata: 2 anni

Finanziamento: Euro 77.000 - Adozione totale

Obiettivo: L'intento è quello di individuare nuovi punti di attacco per nuovi antibiotici alla superficie cellulare del batterio Pseudomonas aeruginosa, al fine di superare l'ostacolo delle crescenti resistenze di questo batterio agli antibiotici. Individuato un nuovo bersaglio candidato si procederà a conoscerne l'attività per allestire quindi un futuro screening di nuovi composti antibiotici.

 

 

 

Progetto FFC #17/2007
Trattamento antibiotico precoce per l'eradicazione di Pseudomonas aeruginosa in pazienti affetti da fibrosi cistica: uno studio randomizzato policentrico su due differenti tipi di trattamento

Responsabile: Giovanni Taccetti (Università di Firenze; Ospedale Meyer; Dip.to Pediatria, Centro Fibrosi Cistica)
Partner: Lisa Cariani (Università di Milano - Lab. Microbiologia, Centro Regionale Fibrosi Cistica)
Ricercatori coinvolti: 9. Durata: 2 anni

Finanziamento: Euro 53.000 - Adozione totale

Obiettivo: E' possibile eradicare dall'albero respiratorio CF la Pseudomonas aeruginosa almeno nelle fasi iniziali dell'infezione. Ma non sappiamo oggi quale sia il trattamento antibatterico migliore e più economico tra i vari che sono stati proposti negli ultimi anni. Questo progetto intende confrontare due schemi tra quelli più utilizzati: tobramicina aerosol da un lato e ciprofloxacina per os associata a colistina per via inalatoria dall'altro. Il progetto sarà definitvamente approvato dopo alcune sostanziali modifiche richieste all'autore.

Progetto: FFC #9/2005
Studio dei sistemi di "quorum sensing" di Pseudomonas aeruginosa e Burkholderia cepacia complex.

Responsabile: Dott. Vittorio Venturi (Centro Internazionale per l'Ingegneria Genetica e Biotecnologie, ICGEB - Trieste).
Ricercatori coinvolti: 5; Durata: 2 anni;

Finanziamento: Euro 50.000 - Adozione totale

Obiettivo: negli ultimi anni è apparso sempre piu' evidente che nei batteri esiste un livello di regolazione genica che coinvolge la comunicazione tra cellula e cellula attraverso la produzione di piccole molecole segnale chiamate autoinduttori. Questa comunicazione permette ai batteri di monitorare la loro densita' "misurando" la concentrazione di questi autoinduttori: questo meccanismo e' denominato "Quorum sensing": esso e' una sorta di linguaggio con cui la popolazione batterica comunica, controlla e coordina la sua risposta genica a seconda della sua densita'. Tale meccanismo di controllo e' importante perche' i batteri si dimostrano piu' aggressivi nella colonizzazione e nella virulenza quando sono in numero piu' ampio poiche' coordinano l'espressione di quei fattori che danneggiano i tessuti dell'ospite, impediscono ad altre popolazioni batteriche di farsi spazio e creano il biofilm in cui poi crescono e si proteggono. Nei batteri gram-negativi i lattoni omoserinici (AHL) sono le molecole segnale piu' comunemente usate come autoinduttori; essi sono prodotti da una sintetasi appartenente alla famiglia proteica LuxI. Gli autoinduttori sono diffusibili e specie diverse producono AHL diversi per lunghezza e struttura della catena acilica. Essi vengono riconosciuti, quando raggiungono una certa concentrazione, da un regolatore appartenente alla famiglia proteica LuxR ed il nuovo complesso AHL-LuxR agisce attivando la trascrizione di una serie di geni posti sotto il loro controllo. E' stato dimostrato che il Quorum Sensing di Pseudomonas e Burkholderia spp. gioca un ruolo molto importante nelle infezioni polmonari dei pazienti affetti da fibrosi cistica in quanto regola la formazione del biofilm e la produzione dei fattori di virulenza. Il progetto presentato mira a conoscere come e quando Pseudomonas e Burkholderia spp. attivano il loro sistema di Quorum Sensing dando inizio all'attivazione dei geni responsabili della patogenicita' dei ceppi stessi. La comprensione di dove e quando interferire con il Quorum Sensing aiutera' ad individuare possibili obbiettivi per nuove molecole che bloccando la cascata di regolazione azionata dal QS potrebbero controllare la capacita' infettiva di questi batteri

 

Progetto FFC #3/2005
Evaluation od PEI-albumin for in vitro and in vivo delivery of CFTR chromosomal vectors in airway model systems
Valutazione di un polimero cationico, la polietilenimina, per il trasferimento di vettori genomici (minicromosomi) a epiteli respiratori in vitro e in vivo

Responsabile: prof. Fiorentina Ascenzioni (Università "La Sapienza" - Roma)
Partner: dott. Massimo Conese (Ospedale San Raffaele - Milano)
Ricercatori coinvolti: 8. Durata: 1 anno (studio pilota).

Finanziamento: Euro 30.000 - Adozione totale

Obiettivo: i soggetti affetti da FC presentano una severa compromissione della funzionalità dell'epitelio delle vie respiratorie. Un trattamento definitvo della FC è rappresentato dal trasferimento del gene CFTR "corretto" all'interno delle cellule dell'epitelio respiratorio "malato". Studi precedenti sono stati effettuati in modelli inappropriati ed hanno evidenziato il ruolo di barriera dovuto al muco viscoso che bagna le vie aeree dei pazienti FC. Inoltre, le sequenze di DNA utilizzate non permettono una regolazione fine nel tempo e nello spazio del gene introdotto dall'esterno. Scopo primario di questo progetto è lo sviluppo di un efficiente sistema di trasferimento genico basato sulla polietilenimmina (PEI). Poiché è stato recentemente dimostrato che l'albumina determina un aumento significativo dell'efficienza di trasferimento genico del PEI, i complessi PEI-DNA conterranno appropriate quantità di albumina serica umana. Recenti studi hanno evidenziato come sia possibile "ingegnerizzare" sequenze di DNA contenenti quanto "serve" ad un gene per potersi esprimere in maniera corretta. Nel nostro progetto verranno utilizzati dei Vettori di Contesto Genomico (GVC), contenenti il gene CFTR e tutte le sue regioni regolatorie. I vettori PEI-albumina-GVC così costruiti verranno testati in modelli in vitro ed in vivo di epitelio respiratorio caratterizzati da una crescente complessità anatomica e funzionale. Da un primo screening in vitro si passerà a valutare l'efficienza dei vettori nelle vie respiratorie del topo in vivo. Poiché recenti ricerche hanno evidenziato quanto alto sia il grado di similarità anatomico-funzionale tra il polmone umano e quello di pecora, l'efficienza nel polmone di pecora dei complessi PEI-albumina-GVC verrà indagata mediante la collaborazione con un gruppo di ricerca di Edimburgo. Infine, verrà esplorata la possibilità di trasferire tali vettori in cellule staminali embrionali, per il fine ultimo di una terapia cellulare della FC basata sul trattamento di cellule staminali autologhe.